Circolare Inps n. 119 del 7 settembre 2010

 Codice fiscale e numero progressivo Inpdap relativo alla “sede di servizio”, per le Amministrazioni pubbliche; matricola Inps, per le aziende private; indicazione del formato di invio dei file prescelto, per tutti. Sono queste le semplici informazioni da fornire all’Istituto nazionale di previdenza sociale per ricevere sul proprio indirizzo e-mail “certificato” gli attestati di malattia dei dipendenti.

I dettagli della procedura da seguire sono impressi nero su bianco nella circolare Inps n. 119 del 7 settembre.
In particolare, nel documento di prassi è specificato che sia le Pa sia le aziende private possono chiedere la trasmissione “cumulativa” dei certificati dei propri dipendenti. In questa ipotesi, le prime dovranno autorizzare l’Inps a considerare esclusivamente il codice fiscale dei lavoratori e non il numero indicativo della sede di servizio, le seconde, invece, chiederanno all’Istituto di abbinare più matricole allo stesso indirizzo Pec (naturalmente quelle che identificano tutti i dipendenti di una determinata azienda).
Per quanto riguarda il formato di invio dei documenti, l’opzione è circoscritta a due tipologie: txt e xml (la scelta può anche cadere su entrambe).
Le domande vanno inoltrate all’indirizzo di posta certificata di una sede Inps, utilizzando la stessa Pec che accoglierà i certificati telematici dei medici. Il recapito esatto, a cui far pervenire le richieste, è reperibile sul sito dell’Inps.
L’ultimo intervento dell’Inps scaturisce dalla graduale attuazione delle norme in materia. Nello specifico, il Dm 26 febbraio 2010, che, tra le altre cose, dispone:
  • i certificati di malattia sono inviati per via telematica direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria pubblica all’Inps, secondo le medesime modalità previste per il settore privato
  • l’Inps invia immediatamente il certificato, sempre per via telematica, all’amministrazione di appartenenza del lavoratore.
Per quel che riguarda il flusso “in entrata” degli attestati in questione, l’Istituto aveva già provveduto, con la circolare 60/2010, a indicare le modalità attuative. Ora il cerchio si chiude, il flusso trova la sua via d’uscita e la strada virtuale che porterà i documenti ai giusti destinatari (i datori di lavoro).
 

 

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