Circolare n. 47/E del 24/10/2011 - Rideterminazione del valore dei terreni e delle partecipazioni detenute alla data del 1° luglio 2011

Per la prima volta sarà possibile scalare direttamente dall’imposta sostitutiva dovuta per la nuova rivalutazione di terreni edificabili e con destinazione agricola e di partecipazioni non negoziate in mercati regolamentati quanto corrisposto in occasione di passate analoghe operazioni per gli stessi beni. Ampliata, poi, la platea dei possibili contribuenti che possono avvalersi della disposizione agevolativa.
Sono alcune delle novità evidenziate dalla circolare n. 47/E del 24 ottobre, a chiarimento delle modifiche normative introdotte dal Dl 70/2011 in materia, decreto che ha fissato al 1° luglio 2011 la nuova data in cui i beni in questione devono essere posseduti per richiederne la rivalutazione.

Fonte: Agenzia delle Entrate

I nuovi arrivati
Possono ora procedere alla rideterminazione di partecipazioni e terreni anche le società di capitali che, a seguito di procedimento giudiziario, hanno riacquistato la piena titolarità di quei beni dopo che gli stessi erano stati sottoposti a misure cautelari.

Istruzioni per la perizia giurata
Innanzitutto la scadenza: la nuova stima deve essere effettuata entro il 30 giugno 2012 e i risultati vanno presentati presso la cancelleria del tribunale, gli uffici dei giudici di pace o i notai.
I professionisti abilitati alla redazione della perizia sono:
commercialisti, ragionieri, periti commerciali e revisori legali dei conti, in caso di titoli, quote e diritti non negoziati nei mercati regolamentati
ingegneri, architetti, geometri, dottori agronomi, agrotecnici, periti agrari e periti industriali edili, per le perizie di terreni edificabili e con destinazione agricola
periti regolarmente iscritti alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (regio decreto 2011/1934), per entrambe le ipotesi.

Se la perizia è predisposta per conto della società, questa può dedurre dal reddito d’impresa la relativa spesa in cinque quote annuali costanti; se la stima, invece, è stata fatta per conto dei soci, la somma va ad incrementare il costo rivalutato delle partecipazioni.
Analogamente, in caso di rivalutazione dei terreni, i costi sostenuti per la perizia giurata, se rimasti a carico del contribuente, aumentano il valore iniziale dei terreni da prendere in considerazione per il calcolo della plusvalenza.

Alla perizia segue il versamento
Perché il valore del bene risulti realmente aggiornato, occorre però regolare prima il conto con il fisco e pagare l’imposta sostitutiva dovuta: il 2% della stima emersa dalla perizia delle partecipazioni non qualificate, il 4% in caso di partecipazioni qualificate o di terreni.

Il versamento (intero tributo o prima di tre rate annuali di pari importo) deve essere effettuato entro il 30 giugno 2012; superato tale termine, si perde l’opportunità di applicare il valore rideterminato ai fini del calcolo della plusvalenza realizzata in caso di cessione del bene.
Il contribuente, comunque, può richiedere il rimborso dell’imposta pagata fuori tempo massimo. Viceversa, non potrà richiedere la restituzione della somma versata chi non terrà conto del valore aggiornato in sede di calcolo delle plusvalenze realizzate con la vendita dei beni.

Un’ultima precisazione, in caso di soluzione rateale, chi paga la prima quota e omette le altre, ritroverà iscritti a ruolo gli importi mancanti.

“Scomputare” ora si può
E’ senz’altro la novità più rilevante. Prima dell’entrata in vigore del decreto legge 70/2011, infatti, non veniva data alcuna rilevanza al tributo già pagato per una precedente rideterminazione dello stesso bene. Ora, invece, sarà possibile sottrarre la somma dall’imposta dovuta in base alla nuova rivalutazione e non versare gli importi relativi ad eventuali rate pendenti (31 ottobre 2011 e 31 ottobre 2012).
La regola vale anche per coloro che si sono avvalsi della “finestra” aperta per i beni posseduti al 1° gennaio 2010; questi contribuenti possono, quindi, scomputare dalle rate residue le somme versate in occasione di precedenti procedure di rideterminazione.

Come muoversi per il rimborso
Il contribuente che non recupera l’imposta pagata in una precedente rideterminazione attraverso lo scomputo della somma può comunque chiederne il rimborso secondo i canali ordinari, cioè come previsto dall’articolo 38 del Dpr 602/1973. La richiesta va dunque presentata entro 48 mesi dal pagamento dell’imposta (o della prima rata) relativa all’ultima stima effettuata.

Inoltre, l’articolo 7, lettera gg), del Dl 70/2010, estende la possibilità di richiedere il rimborso anche per i versamenti effettuati fino al 14 maggio 2011 (giorno dell’entrata in vigore del decreto).
Se il termine di 48 mesi dovesse essere già scaduto, sono concessi ulteriori 12 mesi a partire dal 14 maggio.

In ogni caso, l’importo del rimborso non può mai superare quello dovuto in base all’ultima rivalutazione del bene.

Il contenzioso non chiude la porta al rimborso
I tempi e le modalità sopra descritte per la presentazione delle istanze di rimborso valgono anche in caso di contenzioso aperto con il fisco proprio per la restituzione dell’imposta sostitutiva corrisposta precedentemente a seguito di un passato aggiornamento del valore dei terreni o delle partecipazioni.
Sarà l’Amministrazione, a questo punto, a chiedere di porre fine alla causa per cessata materia del contendere, sempreché il contribuente abbia presentato istanza entro 4 anni dall’ultimo versamento (come spiegato nel paragrafo precedente) e non ci siano altri motivi di contestazione.
Nell’ipotesi in cui alla data del 14 maggio 2011 i 48 mesi fossero già decorsi, il contribuente avrà ancora 12 mesi a disposizione per l’istanza di rimborso ovvero per una nuova domanda se la precedente è da considerare intempestiva alla luce della nuova normativa. In tale ultima circostanza, l’ufficio dovrà attendere la richiesta di rimborso prima di procedere alla chiusura della controversia.

La rideterminazione entra in Unico
I dati relativi alla rivalutazione di terreni e partecipazioni devono essere riportati nella dichiarazione dei redditi modello Unico. L’indicazione avviene nel quadro RT, per le partecipazioni, e nel quadro RM, per i terreni.
Chi presenta il 730, deve aggiungere a quel modello gli stessi quadri RT ed RM, e il frontespizio di Unico.