Circolare n. 4/E del 15/02/2011 - Contrasto all’evasione, riscossione e altro. Da sola o accompagnata, ruolo di primo piano per l’Agenzia.

La  circolare n. 4 del 15/02/2011  fornisce i primi chiarimenti in ordine alle disposizioni di carattere fiscale contenute nel decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 (d’ora innanzi  decreto) col proposito di illustrarne il contenuto complessivo e favorirne la corretta applicazione da parte degli uffici. Ulteriori problematiche interpretative ed applicative relative a specifiche disposizioni saranno oggetto di successivi documenti di prassi.

Fonte: Agenzia delle Entrate

 Alcune delle novità in elenco sono entrate pienamente in vigore, altre aspettano ancora i decreti o i provvedimenti attuativi, altre poi, come la definizione del nuovo redditometro (articolo 22) o l’individuazione del campione di imprese “apri e chiudi” e in perdita “sistemica” da sottoporre a controllo, attendono la conclusione di una valutazione approfondita degli effetti che possono derivare dall’applicazione. Riguardo alle aziende da “sorvegliare”, nella circolare intanto è ribadito che la norma (articolo 23) si riferisce soltanto alle imprese e non ai professionisti e il periodo da considerare per l’accertamento non è l’anno d’imposta, ma l’anno solare. Un capitolo rilevante è quello che riassume le nuove regole sulle compensazioni di cartelle esattoriali, vietate quando le somme iscritte a ruolo superano i 1.500 euro ed è scaduto il termine di pagamento (articolo 31). Un divieto flessibile se chi effettua la compensazione pensa, prima di tutto, a estinguere le proprie pendenze con l’agente della riscossione, altrimenti scatta la sanzione pari al 50% dell’importo compensato indebitamente. Pertanto, in presenza contestuale di crediti compensabili e ruoli scaduti e non pagati, il contribuente è tenuto alla definizione del debito per evitare che la parte del credito utilizzata in compensazione fino a concorrenza dell’importo iscritto a ruolo venga sanzionata. Tale restrizione, però, si accompagna, normativamente, a un’altra disposizione (sempre contenuta nel primo comma dell’articolo 31) che ammette il pagamento “… anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori mediante la compensazione dei crediti relativi alle stesse imposte, con le modalità stabilite con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze …”. Il provvedimento “compensa ruoli” è arrivato, mettendo nero su bianco le attese indicazioni su come e su cosa effettuare lo “scomputo”. In breve, la compensazione delle cartelle può essere effettuata con il sistema di versamento unificato F24. Sono compensabili, oltre alle imposte erariali, i relativi oneri accessori, comprensivi degli aggi e delle spese a favore dell’agente della riscossione e, inoltre, l’Irap e le addizionali regionale e comunale. Se il contribuente estingue solo una parte dei debiti iscritti a ruolo, deve comunicare all’agente della riscossione di quali debiti si tratta, altrimenti sarà lo stesso agente a imputare i pagamenti secondo i criteri previsti dall’articolo 31 del Dpr 602/1973. Infine, nell’ipotesi in cui il pagamento eseguito è superiore a quanto dovuto, il cittadino deve presentare apposita istanza di rimborso all’Agente che, dopo aver verificato la regolarità della richiesta, provvede a restituire l’eccedenza.

In questo filone si inseriscono sicuramente molte delle disposizioni che interessano, in primis, le strutture centrali e periferiche dell’Agenzia, ma anche gli uffici preposti di altri enti e istituzioni, come Inps, Comuni, Catasto e Guardia di finanza. In proposito, la circolare ricorda che con l’articolo 18 è stata data nuova linfa alla partecipazione dei Comuni all’attività di controllo, incrementando di 3 punti percentuali il loro guadagno (dal 30 al 33% delle maggiori somme riscosse a titolo definitivo), ma, prima del “premio”, c’è il fattivo contributo; gli enti locali, infatti, devono segnalare a Entrate, Gdf e Inps le informazioni utili a integrare i dati contenuti nelle dichiarazioni dei contribuenti, per determinare gli eventuali maggiori imponibili fiscali e contributivi.

All’articolo 19 c’è poi l’attivazione dell’Anagrafe immobiliare integrata, un archivio aggiornato della reale consistenza del patrimonio edilizio al quale fare riferimento, per applicare, in caso di mancata o errata indicazione dei dati catastali nelle richieste di registrazione di contratti (di compravendita, di locazione, eccetera), il nuovo regime sanzionatorio che vale per le violazioni compiute dallo scorso 1° luglio. Nel dettaglio, gli errori e le omissioni, sul fronte dell’imposta di registro, si pagano nella misura dal 120 al 240% dell’imposta dovuta. Per contrastare la microevasione diffusa, l’articolo 28 prevede che le banche dati di Agenzia delle Entrate e Inps vengano incrociate per scovare i lavoratori dipendenti e assimilati per i quali risultano contributi versati, ma non risulta una corrispondente dichiarazione dei redditi. A regnare, sovrana indiscussa quasi ovunque, la tecnologia che, con le sue potenzialità, consente uno scambio di informazioni tra banche dati, sempre più orientato alla qualità. Accertamento e riscossione viaggiano insieme grazie alla disposizione contenuta nell’articolo 29, secondo la quale gli avvisi di accertamento emessi dal 1° luglio 2011 diventano titoli esecutivi al momento della notifica al contribuente.

Per arginare fenomeni evasivi da parte di coloro che rendono prestazioni per le quali i committenti beneficiano di vantaggi fiscali, dal 1° luglio 2010 banche e Poste italiane trattengono, a titolo d’acconto dell’imposta sul reddito, il 10% sui bonifici effettuati per le spese “agevolate” nella misura del 36 e 55 per cento (articolo 25).

Non finisce qua, nella circolare si parla anche delle agevolazioni per gli imprenditori che attivano contratti di rete, traducibili in varie forme di collaborazione, come scambi di informazioni di natura industriale, destinati ad accrescere la capacità innovativa e la competitività sul mercato. Il bonus consiste in un regime di sospensione d’imposta per la quota di utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinata alla realizzazione, entro l’esercizio successivo, di investimenti previsti dal programma comune del contratto di rete (articolo 42).

E ancora, le norme antifrode e antiriciclaggio negli articoli 26, 36 e 37. Insomma, chi più ne ha più ne metta.