Operazioni over 3 mila euro, rettifiche Iva al buio

 Al buio le rettifiche delle operazioni Iva over 3 mila euro: la comunicazione annuale, allo stato dell'arte, sembra non contemplare la possibilità di indicare l'annullamento della transazione o la riduzione del corrispettivo. Questa situazione, tuttavia, non può essere ignorata, soprattutto nell'ottica della corretta rilevazione delle manifestazioni di spesa dei consumatori ai fini del redditometro.

Fonte: ItaliaOggi

Il provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 22 dicembre 2010, com'è noto, ha definito i contenuti e le regole per la comunicazione telematica delle operazioni di importo non inferiore a 3 mila euro, introdotta dall'art. 21 del dl n. 78/2010, precisando in primo luogo che sono tenuti all'adempimento tutti i soggetti passivi dell'Iva che effettuano (anche verso consumatori) o ricevono cessioni di beni e/o prestazioni di servizi rilevanti ai fini del tributo. Il provvedimento precisa inoltre che devono essere comunicate le operazioni, come anzi definite, per le quali sono dovuti contrattualmente corrispettivi di importo pari o superiore a 3 mila euro al netto dell'imposta, ovvero a 3.600 euro nel caso di operazioni non soggette all'obbligo di fatturazione (per il 2010 la soglia è elevata a 25 mila euro). Per verificare il superamento o meno dell'importo limite, vengono fissati i seguenti criteri:

- nel caso di più contratti collegati (nozione che dovrà però essere chiarita, qualora non si sia inteso fare riferimento alle «operazioni» collegate), si considera l'ammontare complessivo dei corrispettivi previsti da tutti i contratti - nel caso di contratti di appalto, fornitura, somministrazione, ovvero altri contratti da cui derivano corrispettivi periodici, si considera l'ammontare dei corrispettivi dovuti in un anno solare.

Sono escluse dall'obbligo di comunicazione le seguenti operazioni:

- importazioni

- esportazioni di cui all'art. 8, lett. a) e b), del dpr 633/72

- cessioni e prestazioni, registrate o soggette a registrazione, scambiate con operatori economici stabiliti in paesi «black list» di cui ai decreti 4/5/1999 e 21/11/2001

- operazioni che sono state comunicate all'anagrafe tributaria ai sensi dell'art. 7 del dpr 605/73 (es. fornitura di servizi telefonici, di energia elettrica ecc.)

In fase di avvio, inoltre, non devono essere comunicate le operazioni per le quali non sussiste obbligo di fattura effettuate fino al 30 aprile 2011.

Per quanto concerne il contenuto della comunicazione, occorre fare riferimento all'art. 3 del provvedimento e alle specifiche tecniche che definiscono il tracciato dei dati da trasmettere, allegate al provvedimento stesso. Si apprende così che, per ciascun periodo d'imposta, occorre comunicare, per ciascuna cessione o prestazione di importo superiore al limite, determinato con i criteri di cui sopra:

a) l'anno di riferimento

b) la partita Iva o, in mancanza, il codice fiscale delle parti

c) per i soggetti non residenti in Italia e privi di codice fiscale, i dati identificativi di cui all'art. 4, lett. a) e b), del citato dpr 605/73 (dati anagrafici, denominazione, domicilio)

d) i corrispettivi dovuti e l'importo dell'Iva, oppure i corrispettivi comprensivi dell'Iva per le operazioni non soggette ad obbligo di fatturazione.

Occorre inoltre indicare, come emerge dalle specifiche tecniche, la data di ciascuna operazione, ossia la data di registrazione oppure quella di cui all'art. 6 del dpr 633/72 (effettuazione). Tornando ai corrispettivi dovuti, le specifiche tecniche, come accennato, non prevedono, allo stato attuale, l'eventuale segno negativo, che sarebbe idoneo a rappresentare la rettifica di un'operazione segnalata precedentemente (ad esempio, in dipendenza della restituzione di un bene difettoso). Né questa possibilità è contemplata altrove dal tracciato definito nelle specifiche tecniche. Al momento, dunque, sembrano restare fuori dalla comunicazione le note di variazione di cui all'art. 26 del dpr 633/72, che parrebbe invece necessario segnalare sia per la corretta quantificazione delle transazioni fra soggetti passivi, sia per la corretta rilevazione delle spese ai fini della valutazione della capacità contributiva degli acquirenti.

 

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