Risoluzione n. 107/E del 23/11/2011 - Listi fiscali minori - Risposte ai quesiti

Valore certo
Impossibile chiudere una lite il cui valore non sia certo o in qualche modo determinabile, sul quale poi calcolare l’importo dovuto. Questo è detto nella circolare 48/2011, questo è ribadito nella risoluzione 107/E del 23 novembre. La risposta è applicabile senza ombra di dubbio anche al caso di due società appartenenti alla stessa fiscal unit. La prima, controllata, ha ricevuto un accertamento relativo a una maggiore Ires “teorica”, quindi non definita. Alla seconda, controllante, il Fisco ha invece chiesto il pagamento della corrispondente Ires effettiva. Entrambe hanno proposto ricorso, ma solo la consolidante potrà accedere alla definizione agevolata della controversia.

Senza notifica preventiva, via libera alla chiusura facilitata
Una dichiarazione congiunta, una cartella di pagamento indirizzata al secondo dichiarante (moglie) per responsabilità solidale, un ricorso per non aver mai ricevuto il relativo avviso d’accertamento: la controversia si può chiudere subito.
Lo stesso discorso si applica al caso di un contribuente che non ci sta a un’iscrizione ipotecaria a suo danno, non preceduta da alcun avviso validamente notificato. In soccorso arriva anche la richiamata circolare 48/2011, secondo la quale “possono essere definite … le controversie generate da ricorsi avverso ruoli che non siano state precedute da atti impositivi presupposti e, conseguentemente, portino per la prima volta il contribuente a conoscenza della pretesa tributaria” (paragrafo 4.4).

Se oltre alla revoca di benefici il Fisco chiede il conto, la lite è definibile
Si può porre fine a una controversia con l’Agenzia delle Entrate, se l’atto contestato non si limita a non riconoscere delle agevolazioni fiscali ma contiene, contestualmente, l’indicazione delle somme accertate e, dunque dovute (tributo, sanzioni e interessi). È il caso di un contribuente che si è visto revocare i benefici riservati alla piccola proprietà contadina e, insieme, ha ricevuto un conto consistente nella differenza tra le imposte dovute nella misura ordinaria e quelle minori versate.

Le controversie chiudibili devono essere pendenti al 1° maggio 2011
Premesso che la norma (articolo 39, comma 11, Dl 98/2011) consente di definire soltanto le liti fiscali pendenti in ogni stato e grado del giudizio alla data del 1° maggio 2011 (vale a dire che, entro quella data, deve essere stato proposto l’atto introduttivo del giudizio in primo grado) e per le quali, prima dell’entrata in vigore del Dl 98 (5 luglio 2011), non sia intervenuta pronuncia giurisdizionale definitiva, in mancanza di tale requisito l’affare non è fattibile.
Pertanto, nell’ipotesi prospettata all’Agenzia, in cui quattro soci di una società in accomandita semplice hanno ricevuto quattro distinti avvisi d’accertamento relativi a maggiori redditi di partecipazione e, al 1° maggio 2011, risultavano pendenti solo due liti delle quattro promosse, potranno concludersi in maniera agevolata esclusivamente le due controversie ancora in sospeso. Non conta il fatto che la società sia stata anch’essa destinataria di un avviso di accertamento di maggior reddito d’impresa, Iva e Irap, in quanto, prima di tutto, l’atto notificato alla società non contiene alcuna quantificazione dell’importo e delle sanzioni dovute dai soci e, poi, le controversie, pur avendo una matrice comune, sono autonome dal punto di vista processuale.

Per pagare: compensazione ok
Al momento del versamento delle somme per chiudere la lite, da effettuare esclusivamente con il modello “F24 elementi identificativi”, il contribuente sottrarre dall’importo dovuto quanto già compensato correttamente in relazione alla cartella esattoriale oggetto della controversia. Infine, la risoluzione chiarisce che non sono possibili ulteriori compensazioni.

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